Il primo pensiero che viene alla mente ascoltando l’ultimo album del gruppo LE PEUPLE DE L’HERBE è “per tutti i diavoli, l’hanno fatto di nuovo!”
Infatti il brano di apertura « it Won’t Make No Difference » è come un manifesto sonoro che costringe i piedi a ballare. E’ sorprendente la fiducia in se stessa della chitarra, mentre il gruppo raccoglie ancora una volta la sfida: la loro musica è la stessa, la si riconosce subito, ma nel contempo è altrettanto chiaro che si stanno rinnovando.
I gruppi di lunga durata sono tenuti a sorprendere senza perdere se stessi. E è per questo che il chitarrista Varou Jan si è unito alla band per raggiungere il “NEXT LEVEL” e di chitarra in questo “Next Level” ce n’è davvero tanta!
Negli anni ’90, Varou Jan faceva parte della leggendaria combo Hardcore Punk di Lione, “CONDENSE”. Poi divenne compositore di musiche da film e ora con “NEXT LEVEL” sta riesaminando tutto il vasto spettro del suono della chitarra, dal funk licks ai riffs dell’heavy rock, dalle melodie orientali al surf rock e alla chitarra slide.
La cosa più sorprendente è che funziona! Le chitarre di Varou si adattano bene all’interno dei solchi urbani funky dei Le Peuple, i suoi riff sono vari come la loro ispirazione, con un mix perfetto di fiducia in se stessi e genio nell’arte della miscelazione. La chitarra gonfia il sound della composizione, risponde alla sezione ritmica implacabile e trova il suo posto all’interno dei samples e dello scratch. Un risultato notevole, è difficile non essere contagiati dall’energia coinvolgente di questo album.
“GAIA IS ON FIRE” è il canto di un JC001 ancora molto selvaggio – l’uomo con il flusso calibrato al millimetro – e questo secondo brano conferma la diagnosi: questo disco sventola come una bandiera, e non si può dire se si tratta di un invito alla sommossa, un sogno di cambiamento o altro… In ogni caso, suona così: «abbiamo ottenuto quello di cui avete bisogno, la nostra musica vi dà il massimo, più di qualsiasi tipo di erba».

La ballata hip-hop “Etoile Rouge” interpretata da Marc Nammour – leader della gruppo rap di Lione, detto “La Canaille” – è, per quanto ne so io, la prima vera canzone d’amore a una femminista. Questa non è la sua unica qualità in quanto è proprio impossibile non sentire l’aumento di pressione e rendersi conto che l’hip-hop può essere reso ancora migliore con un corretto supporto musicale … L’album si srotola attraverso varie e distinte influenze. Alcune prevedibili, come Jay, Rap, Rocksteady e altre del tutto imprevedibili: Cajun o Heavy Metal… Il funky, evocativo e anche perfino un po’ nostalgico “What A Shame” è il secondo brano di JC001 ed è anche un grande contributo alle classiche canzoni d’amore. Sotto l’influenza Bayou, “La Lune Est Croche” sorprende e coinvolge, Le Boom è un esercizio di alta danza, la hit marziale “Class War” è un vero brano assassino mentre i più classici “Rude Boy” e “Tell The DJ… ” arrivano fin dentro le ossa. Questa musica dà un piacere, anche fisico, e un’energia molto particolare. Sono dischi che aiutano a vivere, che fanno venir voglia di prendere la vita d’assalto.

Non è una Parigi devastata il teatro migliore delle scene descritte nell’album “Next Level”, la cui ambientazione più vera sarebbe piuttosto il Quartiere Francese di New Orleans: atmosfera calda, umida, carica e intensa, piacevolmente magica, ma anche piena di angoscia, preoccupazioni e macerie. E ‘organico. L’arrangiamento dei suoni, l’atmosfera, l’ascoltare buona musica ma con tanta rabbia dentro. L’album ha un buon spirito senza essere troppo sentimentale.
LE PEUPLE montano il loro ultimo DJ mix, unendo i lavori di un archivista e il talento di uno spotter, allo stesso tempo riesumando ed esplorando nuove frontiere. “NEXT LEVEL” è come un treno, supersofisticato o rattoppato o costruito con pezzi di ricambio di seconda mano, non lo possiamo sapere, ma ha un motore supersonico, e dai suoi finestrini si può vedere il Bayou, la East Coast. A tutta velocità noi possiamo saltare sul Classic Rock, facendo rimbalzare i giradischi, correre sotto i ponti dei samples, nei solchi di vecchi vinili, in piedi su un surf longboard sotto il sole di Essaouira, passando attraverso le spiagge di Rock Steady e Early Reggae Dub, incrociando il Ghetto giamaicano, attraversando da nord a sud vecchi riferimenti Heavy Metal, straziando il ventaglio del Funk. Si sale, si scende, il bacino sempre impegnato, facendo sussultare le vecchie associazioni. Archeologi del suono, essi spremono i samples e questo funziona! Tempi, stili, argomenti, riferimenti, di paesaggi e di materie: il collettivo accoglie, compila, raffronta, fino a creare questo labirinto di suoni superaccessibile e non meno pieno di scoperte. E’ un viaggio nel tempo, una impresa sonora multiforme, una visione dell’Atlante delle musiche, che si uniscono come in un puzzle, cercando il modo migliore per adattarle. Il collettivo de LE PEUPLE DE L’HERBE, maestri in questo gioco di mappe, sanno benissimo come fare.

Di sicuro questo “NEXT LEVEL”, settimo album della band lionese, arruolato sotto il segno dell’erba, sarà ancora meglio sul palco, luogo in cui la band dà il meglio di sé. La versione live di “NEXT LEVEL” sarà sicuramente uno schiaffo in faccia, uno di quelli che fa girare la testa, un tour assolutamente da non perdere.

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