“THE REVELATION PT.1: THE ROOT OF LIFE” VINCE IL GRAMMY AWARDS 2012 COME MIGLIOR ALBUM REGGAEStephen si è fatto una formidabile reputazione navigando tra diversi generi musicali, il suo secondo album The Revelation pt.1: The Root of Life, uscito nel 2011, che vede la partecipazione dei suoi due fratelli Ziggy e Damian, segna un ritorno alle radici reggae, quello puro e classico, senza contaminazioni nelle sue più varie forme, vincitore del Grammy Awards 2012 come miglior disco reggae, destinato a diventare uno dei classici senza tempo.
Molta gente si sorprese quando nel marzo 2007 il lungamente atteso album del debutto di Stephen Marley  “Mind Control” (Tuff Gong/Ghetto Youths/Universal Republic) finì al primo posto nella classifica degli Album Reggae; dopo tutto, nel corso degli anni Stephen aveva portato  la sua eccellenza nel cantare, scrivere e produrre  brani ad altri progetti della famiglia Marley, tra cui due album del fratello minore Damian  vincitori di un Grammy Award, e ciò praticamente garantiva che “Mind Control” avrebbe rappresentato una prova ragguardevole.  Ed è stato davvero così: “Mind Control” , auto-prodotto, è quel raro insieme che raggruppa una serie coerente di  stili differenziati, ciascuno rilasciato con uguale professionalità e competenza. Se Stephen è il  rivoluzionario  roots rocker che denuncia la  schiavitù mentale, come si capisce già dal titolo dell’album,  un prigioniero indignato che  contesta il fatto di essere stato condannato alla prigione per il possesso di marijuana nel blues “Iron Bar”, un romantico abbandonato che anela  una pausa in  “You’re Gonna Leave ” o di un irresistibile trascinatore della retro-dancehall che sfoggia le sue doti mic in  “The Traffic Jam”, ogni brano di “Mind Control” conferma  la sua squisita bravura  come cantante incisivo, versatile autore di testi e strumentista completo, riconosciuto nel contempo produttore geniale.
E non sorprende  l’universale plauso della critica che ha accompagnato l’uscita  di “Mind Control” : Interview Magazine lo ha chiamato “un vero capolavoro, forse la migliore performance della progenie Marley” , mentre Entertainment Weekly lo ha salutato come   “Il miglior album Marley di una generazione. “Mind Control” è stato insignito del  Grammy 2008  per il miglior Album Reggae, mentre la  versione unplugged “Mind Control-Acoustic” è stata onorata dallo stesso premio nel 2010, portando a sette  il numero totale dei Grammy Award di Stephen guadagnati dai diversi ruoli negli assortiti progetti della famiglia Marley, un numero record per un artista giamaicano. Raggiungere tale padronanza non è accaduto in una notte, ma  Stephen è gratificato per il tempo che ci è voluto: “Io credo che bisogna lottare per raggiungere la grandezza e ci sono voluti molti sacrifici per ottenere queste cose”, spiega. “E’ come un esercizio, non si può semplicemente sentirsi in forma, bisogna  lavorarci su. E la stessa cosa avviene con la musica: se viene facile, va anche facile, così apprezziamo davvero gli anni, il tempo che ci abbiamo messo, il tempo che abbiamo messo in questa cosa. Ciò che avviene al di fuori di questo, non lo darei per scontato o garantito. “

Secondo figlio di Bob and Rita Marley, Stephen è nato il 20 aprile  del 1972; inizia la sua precoce carriera a sei anni, cantando, ballando e suonando alle percussioni con i suoi fratelli nel gruppo The Melody Makers, il cui primo singolo “Children Playing In The Streets” venne prodotto dal padre nel 1979 per la Tuff Gong, l’etichetta fondata da Bob alla fine degli anni ’60. Proprio come suo fratello maggiore Ziggy, Stephen fa le sue prime esperienze osservando suo padre. Quando è ancora un adolescente è assistente alla produzione degli album dei The Melody Makers, inclusi i tre album “Conscious Party” (Virgin Records, 1989) “One Bright Day” (Virgin Records, 1990)  e “Fallen Is Babylon” (Elektra Entertainment, 1998). vincitori del Best Reggae Album Grammy.

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Nel 1993 Ziggy e Stephen fondano la  Ghetto Youths International per avere un mezzo di controllo sulla propria musica e per dare una mano a musicisti esordienti. La prima fatica  di Stephen come produttore solista per la  Youths International  comprende l’ultimo album della nonna , Cedella Booker, “My Altar”, seguito nel 1995 dal singolo di Ziggy Marley e The Melody Makers “To Do” e  quello del fratello minore Damian “10.000 Chariots”. Entrambi  singoli di successo nelle classifiche giamaicane, che hanno generato un grande entusiasmo attorno alla fruttuosa e crescente esperienza di Stephen come produttore.
Nel 1996 Damian debutta con l’album “Mr. Marley”, per la Ghetto Youths, e la distribuzione negli U.S. Viene curata dalla  Tuff Gong/Lightyear. Stephen suona  diversi strumenti e scrive la maggior parte dei brani, oltre a produrre “Mr. Marley”. Insegna anche ha suo fratello minore come “cavalcare un riddim” ed ha rappresentato un incomparabile mentore nella trasformazione drammatica di Damian da  inesperto adolescente pieno di speranze in un artista fiducioso, promettente, di successo.
Il primo progetto che porta le capacità di  Stephen nella produzione all’attenzione mondiale è stato “Chant Down Babylon”, in cui egli audacemente  manipola gli inediti originali di suo padre dalla sessione Island Records anni ’70, congiungendoli in duetti
con hip-hop e artisti R & B, aggiornando gli one-drop rhythms riccamente strutturati dei Wailers con  un assortimento di campioni, loops e overdubs.I risultati spaziano dall’accoramento sincero dell’ultimo Guru in “Johnny Was” ai Busta Rhymes,  street version del reverenziale “Rasta Man Chant”, al roco hard rock di Aerosmith di Steven Tyler  e di Joe Perry in “Roots Rock Reggae”.  “Chant Down Babylon” raggiunge il suo obiettivo di portare la musica di Bob verso una nuova generazione di fan, guadagnando una Grammy nomination; viene dichiarato Disco d’Oro dalla  Recording Industry Association of America e ha venduto più di un milione di copie in tutto il mondo.
L’hip-hop di Stephen ha influenzato i ritmi dancehall rendendo molto più fluido  e complesso l’album di Damian  “Half Way Tree” (Ghetto Youths/Motown) con una spettacolare crescita messa in pratica da ambedue, produttore ed artista.  Stephen ha dimostrato pari destrezza nella creazione di robusti ritmi roots reggae, atti a sostenere il flusso vocale di Damian, ben congegnato e privo di interruzioni, arricchito da testi sostanziali.  “Half Way Tree” ha raccolto numerosi successi in Giamaica e in ambiente internazionale , inclusi  “More Justice” e “It Was Written” (con Capleton) e ha vinto nel  2002 il Grammy per il Miglior  Album Reggae.

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